Decimo giorno: Chinchero, Moray e Saline di Maras

Giornata dedicata alla scoperta della Valle Sagrado (Vale Sacra), una vivace conca disseminata dai tipici terrazzamenti. Il paesaggio cambia e si fa più verdeggiante, si trovano moltissimi alberi di eucalipto, questi sono stati importati dagli spagnoli, al tempo della “conquista” e qua hanno trovato il loro ambiente, nonostante, la quota si aggira a più di 3000 metri.

Non c’è un ordine prestabilito nel visitare i vari siti archeologici, tenete conto, però, che questi sono molti e chiudono all’ora del tramonto (circa alle 17).

La prima che ho visitato è stata la cittadina di Chinchero, cittadina animata da gente che in abiti tradizionali vende dai tessuti alle bambole di pezza. Si sale le ripide stradine che si inerpicano fino a giungere al sito archeologico da visitare.

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Successiva visita, il sito di Moray dove gli inca sfruttando un vuoto naturale hanno costruito delle terrazze circolari e concentrici, queste fasce, si pensa, servissero a sperimentare le varie coltivazioni dei prodotti tipici, quali il mais, la quinoa e le patate. Una sorta di laboratorio orto.

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Per ammirarle al meglio è osservarle dall’alto.

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Ultima tappa della giornata le saline di di Maras

La prima cosa che mi sono chiesta è ma com’è possibile trovare delle saline lontane dal mare? Ebbene è così, usufruendo di una sorgente di acqua termale ricca di sodio, l’acqua che sgorga viene convogliata in vasche e con l’evaporazione si ricava il sale.

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ah dimenticavo!! Ultima esperienza della giornata il treno che da Ollaytambo porta ad Agua Caliente, unico punto (oltre all’Inca Rail) d’accesso per visitare Machu Picchu. Spettacolare. Sul treno mi sono vista catapultare indietro nel tempo e aspettavo che da un momento all’altro comparisse Poirot, pronto ad un’emozionante indagine.

Undicesimo giorno: Machu Picchu

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Sveglia notturna, come si vede dalla foto, per fare la fila e salire sull’autobus che ti porta all’ingresso di Machu Picchu. Per tutte le informazioni dettagliate e un resoconto completo pubblicherò presto un post.

Nel mio biglietto era compreso anche la visita a Wayna Picchu, in modo da portare vedere il sito nella sua complessità e totalità.

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La salita alla cima è impegnativa per gli scalini sconnessi e discontinui, sulla parete sono state ancorate dei cavi in modo da potersi aggrappare. E’ sconsigliato l’accesso a chi soffre di vertigini, ma io ci sono andata lo stesso e non ho avuto particolari problemi, se non in cima. Avevo più fifa per la calca delle persone, che per il punto a picco sul vuoto. Ne è valso veramente la pena, nuovamente ti colpisce la vastità del territorio.

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Machu Picchu è incredibilmente affascinante, quello che mi ha conquistato di più è il luogo, la distribuzione degli spazi e l’organizzazione e di come gli inca abbiano rispettato la naturalezza del posto.

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La montagna che vedete nella foto sopra è Wayna Picchu.

Se vi piace fare camminate o escursioni e avete tempo vi consiglio di scendere fino a Agua Caliente a piedi.

Il villaggio non è particolarmente bello dal punto di vista architettonico, ma la gente e l’atmosfera di avventura, data dalla vegetazione fitta e dalle montagne che l’abbracciano forte, lo rende affascinante.

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Anche i treni che passano tra le case conferiscono carattere. Prendersi qualcosa da bere in uno dei bar/ristoranti dopo la lunga giornata di visita è, davvero, rilassante. Purtroppo, dopo, si recupera la valigia e si ritorna indietro.

Dodecisemo giorno: Pisac e Ollantaytambo

Altra giornata dedicata alla Valle Sacra. Prima tappa Pisac con le sue rovine e il mercato cittadino. Il sito archeologico si distende da in cima alla montagna fino a quasi alla valle. La vista che si ammira dal punto più alto , dalla terrazza cerimoniale,è di incantevole bellezza, si percepisce il dominio del posto sul restante.

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Il mercato cittadino si trova in basso a circa 10 minuti di pulmino. A mio giudizio ha perso molto il fascino autentico che un tempo aveva, indirizzandosi più ad una clientela turistica. Però, qua, ho mangiato le enpadas buonissime in questo splendido posto che vedete nella foto sotto.

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Il “locale” che consiste solamente in un forno rimane in una via, a monte, che parte perpendicolare alla piazza dove si trova il mercato. Inoltre poco prima, di fronte, c’è un negozio che vende della cioccolata super ghiotta e dove io ho fatto indigestione di mousse al cioccolato.

Il viaggio si prosegue verso Ollaytambo a visitare una fortezza inca, probabilmente una delle poche (forse unica) che ha resistito ad un’invasione da parte dei “conquistatori”.

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Si narra che questo posto sia stata la scena di una storia d’amore tra un guerriero e una fanciulla, figlia dell’imperatore Inca.

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E anche questa giornata si conclude, fatta di ritmi lenti dovuta ad un accumulo di stanchezza e mancanza di ore di sonno.

Tredicesimo giorno: Cusco

Finalmente visto la città di Cusco, vista solo di sera o di notte. Per farvi capire come mi sia piaciuta vi dico che mi ci trasferirei subito. Sì, andrei a viverci, vorrei una casetta in centro con un terrazzino in legno e possibilmente con una facciata colorata, poi dentro riempirei la stanza di tessuti colorati e calde coperte di alpaca e se potessi di vigogna.

Mi sono fatta trasportare dai luoghi, dalle vie girando a zonzo per la città. Vedendo dapprima il mercato, dove si possono gustare i famosi frullati di frutta che simpatiche signore ti preparano al momento, ce ne sono tantissime, hai solo l’imbarazzo della scelta. Soprattutto di mattina la gente viene qui a fare la colazione e non si intende la nostra colazione, ma a mangiare riso, verdure, minestre, pollo e tanta altra roba tutta insieme…davvero simpatico.

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Poi sono andata a caccia di posti particolari come nella foto di sotto. Un cortile celato in una via del centro.

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E’ difficile scrivere e trasmettere la sensazione che ho vissuto, ma Cusco è davvero molto bella e molto viva. Si incontrano spesso spettacoli lungo la piazza principale. La città è propensa al futuro con molti locali moderni e di carattere fusion, ma, ancora, ancorata alle tradizioni.

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Io ho davvero dedicato pochissimo tempo alla visita di Cusco, meriterebbe minimo due giorni pieni e non uno come me.

Quattordicesimo giorno: ritorno a Lima e preparazione per il ritorno in Italia

Su questo giorno non ho molto da dirvi, è stato tanto triste e caotico. Da Cusco si può prendere un volo interno per arrivare a Lima in un’oretta di volo, ci sono diverse compagnie di viaggio che effettuano i voli, su internet trovate diversi informazioni al riguardo. Nel posto “Cosa sapere prima di partire per il Perù” ho scritto alla voce “Aeroporto” che negli aeroporti piccoli spesso aprono la valigia per controllare, in un’esplosione di vestiti e regali. Tirano fuori tutto e incasinano tutto l’ordine e la preparazione del bagaglio, a me non è successo e guardando altri passeggeri non è successo, quindi non penso che sia prassi constante usare questo metodo di controllo.

Quindicesimo giorno: volo Lima – Madrid – Roma e ritorno a casa

Itinerario per vivere al meglio il Perù – ultima parte

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