Richiamati dal 15° raduno nazionale Fazer a Sulmona io ed Ale siamo scesi giù facendo straordinarie tappe in molte località italiane, abbiamo attraversato la Liguria, la Toscana, l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo.

Per non stancarci troppo abbiamo spezzato il viaggio Genova – Sulmona in due tappe, che in gergo “motociclistico” viene definito avvicinamento.

Qua sotto l’itinerario di viaggio da Genova verso Sulmona.

Primo giorno: Genova – Orvieto

Per il primo giorno abbiamo deciso di fare sosta break (quindi la nottata) ad Orvieto. Siamo partiti giovedì in mattinata e visto che era un pò tardi abbiamo preso l’autostrada sino a Livorno. Qua siamo usciti e abbiamo fatto un pezzo di litoranea fino a Cecina, dove abbiamo preso per Volterra abbandonando, così, il mare alle nostre spalle.

Prima vera sosta è stato per mangiare, passando ho visto questo posticino La Baracchina. Rimane lungo la strada e a sotto a grandi alberi, in modo da poter mangiare al fresco a all’ombra, in realtà mi ha attirato più un profumo invitante che la vista del posticino. Il bar/ristorante è molto spartano che offre una varia gamma di cibi dai panini ai piatti caldi. Fai la fila alla cassa dove ordini il cibo, lasci un nome di riferimento, paghi, ti accomodi dove preferisci e, infine, aspetti che i gestori tramite un impianto sonoro, una volta preparati i piatti, chiamino il tuo nome.

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La campagna toscana è incredibilmente bella, queste dolci colline sono soffici come palline di gelato (forse il termine di paragone non è dei migliori…ma chi non adora il gelato!).

Pronti e via che si riparte, successiva meta Monteriggione.

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Splendido paese racchiuso da cinta murarie, bere in uno dei bar della piazzetta e non solo è come ritrovarsi indietro nel tempo. Il borgo è un gioiello tanto da essere scelto come ambientazione di alcune scene di Assassin’s Creed (il famoso gioco per xbox che non conoscevo fino a qualche tempo fa).

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Per il resto abbiamo fatto giusto qualche piccola sosta per sgranchirci le gambe, riposare il fondo schiena o per ammirare una vista, uno scenario che particolarmente ci colpiva…ed ecco che così siamo arrivati ad Orvieto.

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Ammetto che l’ultimo tratto tra Chiusi ed Orvieto è stata fatto in autostrada, ma il tempo volava!!

Ad Orvieto ci siamo diretti subito al B&B che avevamo prenotato, il B&B Poggio Stallone, che rimane poco fuori la città immersa nella natura e nel silenzio più totale, giusto per farci una doccia e andare a visitare Orvieto.

Orvieto è ancora più bella di quanto ricordassi, suggestionata, forse, dalla luce del tramonto. E’ stata una toccata e fuga, merita un soggiorno minimo di una giornata, la città offre un sacco di luoghi da vedere e soprattutto da scoprire, ha una ricca e misteriosa “città sotterranea”.

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Abbiamo passeggiato lunghe le vie dove molti negozi, ma soprattutto locali erano aperti, direzione il duomo di Orvieto. Adoro moltissimo queste tipo di strutture, come il Duomo, perfette nell’armonia di stili diversi e dalla sapienza e maestria dell’arte del costruire, un gioiello che va ammirato anche al suo interno.

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Dopo la visita alla città e al Duomo ci siamo diretti a mangiare, abbiamo cenato presso la trattoria del Moro Aronne, in un vicolo dove svetta l’omonima torre. Locale invitante con personale gentile dove il cibo è buono … da provare il tiramisù.

Secondo giorno: Orvieto – Sulmona

Per questioni burocratiche etc, da Orvieto abbiamo preso per Viterbo allungando un pò la strada. Per raggiungere Viterbo siamo passati da Civita di Bagnoreggio, conosciuta come “la città che muore” è un paesino arroccato su un colle. L’appellativo è dovuto alla continua erosione della collina e dei “calachi” circostanti.

L’accesso è consentito solamente a piedi, previo, un biglietto d’ingresso del costo di 1,50 e si può accedere solo percorrendo una passerella (nella foto sotto) che collega il borgo a Bagnoreggio.

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Il paese è stato ricavato scavando il tufo ed è di origine etrusca. Quello che colpisce di più è la pulizia del posto e la tranquillità, mi aspettavo più un paese fantasma (come ce ne sono molti dalle mie parti), invece, mi sono trovata un posto brulicante di vita, con negozi e ristoranti.

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Non poteva mancare una sosta anche a vedere il Lago di Bolsena, giusto una toccata e fuga.

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Il lago ha blu intenso circondato da un verde lussureggiante, ho fatto delle immagini più da vicino, ma con la moto non è molto semplice e il risultato è che ho fatto un pò di foto dove la maggior parte è asfalto…;-) (mi dovrò organizzare meglio).

Arrivata ora di pranzo siamo andati a mangiare da Felicetta, una trattoria poco lontana dal centro di Viterbo. Il posto richiama la trattoria di una volta, con piatti casalinghi e buoni.

Dopo la mangiata e tante chiacchiere, ho fatto un breve salto a vedere il centro di Viterbo, dove ho solamente fotografato la macchina” di Santa Rosa. Questa possente e enorme statua denominata, appunto, macchina di Santa Rosa viene trasportata in giro per la città da 99 persone sulle loro spalle … beh mi ha lasciato stupefatta! In ogni caso, penso che presto tornerò a Viterbo e potrò dedicare un post a questa bellissima città.

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Si sono fatte le 4 passate e le nostra idea era quella di partire entro le 2 è sfumata. Dovevamo essere a Sulmona entro le 18 per il consueto aperitivo di benvenuto per il raduno di moto (non potevamo certo mancare)  e così abbiamo preso l’autostrada fino a Sulmona, tra l’altro è stato un bene perché ovunque pioveva, fuorché in autostrada.

Sulmona ci ha accolto così …20160909_190409

… so che la foto non rende, ma i colori del cielo erano fantastici. Io adoro i tramonti e le albe, letteralmente impazzisco per tutte le sfumature di colori che si creano e, poi, il rosso e l’arancio in tutte le loro tonalità sono i miei colori preferiti.

Comunque siamo arrivati in tempo per un bicchiere di spritz da bere in compagnia con tutti gli amici giunti da tante parti d’Italaia. Per il raduno siamo stati “ospitati” dal Hotel Santacroce Meeting.

Terzo giorno: giro del sabato

Ecco il clou del week end…il famoso giro del sabato. I motociclisti si sa che sono dei duri e così siamo partiti per questo fantastico tour … sotto l’acqua. Di sotto il percorso.

 

Poi oltre all’acqua abbiamo preso la nebbia, ma ha reso più affascinante e avventuroso il tour. La prima sosta in programma è stata a Caramatico Terme, borgo tipicamente abruzzese. Nota per le sue terme e la bellissima chiesa (di cui potete ammirare il portale nella foto in basso), del quale non mi ricordo il nome.

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Sono stata tentata di fermarmi ed immergermi nell’acqua termale, ma i motociclisti sono dei duri (come vi ho detto) e io dovevo fare bella figura.

Di nuovo partenza in vista del mangiare, dovete sapere che oltre alla passione per la moto a questi raduni c’è, anche, il cibo … è un continuo mangiare e menomale perché io ho sempre fame.

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Dopo un’oretta abbandonate siamo arrivati al ristorante la Taverna, sulle sponde del Lago Sant’Angelo, dove abbiamo fatto un pranzo da re e regine con antipasti, primi e dolce.

A stomaco pienissimo a malavoglia siamo, nuovamente, partiti. In realtà c’era un bel gruppo di persone (tra le quale io) che proponeva una bella pennichella in riva al lago, ma un temporale stava sopraggiungendo e ha mozzato l’insurrezione popolare di fermarci ancora un pò. In ogni caso abbiamo preso tutta l’acqua fino quasi a Sulmona, dove se prima eravamo tutti intenzionati a farci una doccia calda in albergo dopo la comparsa di un debole sole si è cambiato idea per un aperitivo in centro città.

Sulmona è la patria del confetto, ci sono confetterie ovunque dove se ne vendono di tutti i tipi e di gusti, di moda sono i confetti a forma di fiore.

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Caratteristico è l’acquedotto medievale che con le 21 arcate domina la piazza principale.

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Ritorno in albergo e cena!!

 

 

 

Week end in moto fino a Sulmona – 1° parte
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