Sono, da sempre, affascinata da quei luoghi che racchiudono una ricca storia, specialmente, quelli che, per vari motivi, sono stati abbandonati. Mi piace fantasticare e liberare la fantasia in racconti della gente che ha vissuto, della gente di passaggio, soprattutto spero che documentando i posti la gente si interessi e che possa contribuire, penso che, anche solo ricordarsi di quel posto sia davvero importante.

Oggi vi porto al confine tra Piemonte e Liguria, in un territorio di boschi, di tradizioni, di buona cucina, di piccoli borghi e di … luoghi abbandonati, precisamente alla Chiesa di San Ruffino o di Canarie in Val Gordanella.

Per arrivare (coordinate 4.6403561, 9.0980409):

Da Genova prendere l’autostrada A7 verso Milano e uscire ad Arquata Scrivia, seguire le indicazioni per Borghetto di Borbera, poi per Cantalupo, superato Cabella Ligura, girate sulla destra per Cerendero/Dovanelli e poi prendere le indicazioni per Canarie. Vedi mappa.

Alcuni scorci di questa vallata.

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Prese poi le indicazioni per Canarie, capite di essere quasi arrivati, poiché ad un certo punto si vede il campanile spiccare tra la vegetazione. Potete lasciare la macchina lungo la stradina o vicino al cimitero, ci vogliono veramente pochi passi per arrivare.

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La chiesa e la canonica hanno subito gravissime lesioni strutturali, specialmente la canonica. Alla quale sono crollati i soffitti con corrispettivi pavimenti dei piani e addirittura è ceduta, anche, una parte di fondamenta, rendendo l’edificio pericolante e pericoloso.

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Sbirciando tra le finestre rotte e i muri crollati si può ammirare gli interni.

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Di straordinaria bellezza è il runfò, l’antico forno funzionante a legna, il nonno dei nostri moderni forni, questo è, anche, “accessoriato” con il classico forno a legna dove cuocere i pani o le focacce.

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Ho cercato di rivedere il fascino dell’edificio nel suo massimo splendore, con i soffitti affrescati e il runfò acceso, i panni stesi e le voci degli abitanti, la campagna brulicante di vita e di attività.

Ormai il complesso vive in uno stato di assoluto degrado, dove lo trascorrere del tempo compromette sempre di più la struttura.

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Da documenti storici nella metà del 1200 sorgeva già un’antica chiesa che venne demolita nel 1890 per fare posto all’attuale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i segni di cedimento cominciarono a manifestarsi tanto da essere chiusa dal 1979. Ora il comitato “Amici della Chiesa di Cerendero” sta promuovendo il restauro e il recupero dell’edificio e spero vivamente che riescano.

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Entrare dentro è come tornare un pò indietro nel tempo, la chiesa è ad unica navata e doveva essere completamente affrescata. Si riescono ancora a vedere gli affreschi nell’ultima parte, dall’abside non rimane più nulla, tutto giace sbriciolato ai piedi.

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Alcuni particolari.

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Essendo l’edificio pericolante sconsiglio di entrare dentro, è davvero molto pericoloso.

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Uscita da lì avevo una fame da lupi e sono andata a mangiare all’Agriturismo Capanne Di Carrega, posto che vi consiglio. Dista poco più di una mezz’ora d’auto dalla chiesa seguendo le indicazioni prima per Carrega Ligure e in seguito per le Capanne di Carrega, l’agriturismo si trova lungo la strada.

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Da qua si gode un meraviglioso panorama sulle vette Ligure/Piemontese fino a raggiungere le Alpi…non sembrano essere sospese nell’aria? Si respira l’aria di campagna…anzi montagna. Usciti fuori dal locale, c’era piuttosto freschetto, mentre io mi sono dedicata a fare due foto, i miei compagni di viaggio (compreso il cane) erano ad aspettarmi in macchina al caldo…e io pensavo che fossero vicini a me, così ho parlato per ben 5 minuti da sola!

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Inoltre è posto di arrivo, di partenza e di passaggio di moltissimi sentieri, il complesso del famoso monte Antola è davvero a pochi passi.

Devo ringraziare Paolo De Lorenzi che senza il suo libro “Villaggi fantasma. Passeggiate su antichi sentieri tra Piemonte e Liguria” non avrei potuto visitare questo posto. Paolo De Lorenzi è, anche, autore del blog Paesiabbandonati.

Se ne siete a conoscenza di altri luoghi abbandonati scrivetemi.

 

 

Alla scoperta di un luogo abbandonato

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