La Lunigiana è un territorio poco conosciuto, ma che offre una quantità di attività da praticare, castelli da vedere, ristoranti e agriturismi dove poter gustare piatti tipici, borghi incantevoli e molte altre curiosità. 

Questo splendido posto è situato nella provincia di Massa Carrara, racchiuso tra la Liguria e l’Emilia Romagna, due sono i principali accessi ,Aulla e Pontremoli, nonché uscite dell’autostrada della Cisa (A15) che collega La Spezia a Parma. Ci sono moltissime altre strade “più secondarie” che portano in questa zona e si provenienti dalle vallate circostanti, una è passare dalla Garfagnana, altro luogo di straordinaria bellezza.

Ecco la mappa dei luoghi visitati, ho inserito il percorso migliore dall’uscita autostradale di Aulla per dirigersi a Fivizzano. 

 

Partiti abbastanza presto da Genova ci siamo diretti a Fivizzano, prima tappa del nostro mini week end. 

 Fivizzano è un borgo di poche anime, conosciuta come la Firenze della Lungiana, nata sotto la famiglia dei Medici mantiene la struttura con edifici borghesi memore del passato fiorentino. Merita la fontana barocca situata nella piazza principale, una passeggiata lungo le mura.

 

Vi consiglio di recarvi, anche, presso l’Antica Farmacia Clementi, dove da generazione in generazione si tramanda la ricetta di un elisir, la China. Questa bevanda è un tonico e digestivo da bere dopo una bella mangiata, prima di andare a dormire e dicono essere d’aiuto per combattere, anche, la febbre. La farmacia nonostante all’esterno sia stata rimodernata, all’interno si possono ammirare le splendide le vetrine e i vasi in vetro che contengono erbe mediche. 

 

 

A pochi passi da Fivizzano, a 5 minuti di macchina, è situata la frazione di Verrucola con il suo omonimo castello. Il borgo si sviluppa attorno alla collinetta, davvero molto suggestivo è fare due passi attorno al borgo, prendendo la stradina che sale fino al castello e riscende dall’altra parte. Il castello fu costruito per volontà della famiglia dei Medici è diventato, successivamente, un convento per monache di clausura, rimasto per anni in stato di totale abbandono è stato recuperato da un americano, da quest’ultimo è stato comprato dalla famiglia dello scultore italiano, Pietro Cascella, è tutt’ora in loro possesso. In questo paesello si narra che fu teatro di un efferato fatto di sangue – una congiura ordita alle spalle del Marchese Bartolomeo Malaspina, fu ucciso a colpi d’ascia insieme a tutta la sua famiglia.

Si può visitare l’interno del castello chiamando il proprietario al numero 0585 92466 per prendere un appuntamento, la visita ha un’offerta libera a partire da 10 € cadauno. 

Proseguendo lungo la strada che porta con il confine dell’Emilia Romagna c’è l’antica Pieve di San Paolo, nonostante sia stata nel corso dl tempo rimaneggiata mantiene ancora l’impianto romanico. E’ davvero molto piccola, ma merita una sosta. Per di più dall’altra parte della strada è presente l’albergo/ristorante San Paolo dove ci siamo fermati a mangiare. Vi consiglio di assaggiare i ravioli di patate conditi il burro e salvia…da leccarsi i baffi, menomale che avremmo voluto pranzare solo con un panino!

Dopo l’abbuffata ammetto che abbiamo parcheggiato la macchina in un piazzale con vista sulla vallata, abbiamo reclinato i sedili e ci siamo fatti un bel “pisolo” è stato complice, anche, il sole caldo e avvolgente.

Da qua siamo ritornati indietro e da Fivizzano abbiamo preso la strada che porta verso Licciana Nardi (dove c’è l’agriturismo dove abbiamo soggiornato) passando per Pognano, Arlia e arrivando a Comano.

La strada è una strada di campagna stretta tra campi coltivati, uliveti, vigne, rovi, boschi e prati in un susseguirsi di paesaggi naturali incredibili, in una natura selvaggia interrotti da piccoli paesini composte da poche case tutte aggrappate una all’altra. 

Lungo il percorso è stato straordinario la visita ad un antico mulino, completamente restaurato. Poco dopo la centralina dell’Enel e della frazione di Arlia, sulla curva a gomito scende giù una strada sterrata che conduce in questo posto incantevole. Si scende per una stradina abbastanza ripida per 5/10 minuti e si arriva a una grande pianoro, dove sorge il mulino. La struttura era funzionante ad acqua, si vedono, ancora, tutti i canali e le chiuse per fare passare l’acqua, la ruota non è verticale, ma ce ne sono tre disposte orizzontalmente sotto l’edificio .

Il viaggio prosegue verso Comano, è bello vedere ancora viva una campagna. Ho assaporato un’aria frizzante, fresca, pulita con note di bosco, di animali…insomma la classica aria, viva nei ricordi d’infanzia. Arrivati al castello di Comano ci hanno accolto un bel gregge di capre e il pastore ci ha indicato la via per salire in cima. Fantastico. 

Il castello si può visitare dall’esterno, non è rimasto quasi nulla, le poche rimaste sono state recuperate e risistemate, tra esse spicca la torre.

Dopo aver goduto questo piccolo gioiello ci siamo diretti verso l’agriturismo Montagna Verde, abbiamo assistito ad uno dei più bei tramonti della mia vita, la foto che ho scattato non merita assolutamente nulla al confronto delle emozioni vissute…il sole cadeva esattamente nello cielo tra le pareti della montagna ed era grandissima…una palla gialla/arancione scintillante gigantesca.

L’agriturismo è di un’unica bellezza, la struttura è stata ricavata da un’antica abbazia con una torre campanaria, tutt’ora funzionante. L’attività poi si è espansa recuperando altre case e rinnovandole a camere, così diventando un albergo diffuso.

 Il tempo di rinfrescarsi che ci siamo “fiondati” a cena, non vedevamo di gustare la cena. Piatti unici con prodotti di prima qualità e freschissimi, abbiamo iniziato con un antipasto ricchissimo con salumi vari, torte di verdure, ricotta … il primo lo abbiamo saltato e siamo passati al secondo con una bella tagliata a conclusione di tutto, un bel dolce di amaretti. Tutto buonissimo. Vi consiglio di provare se passate in zona,  bisogna prenotare al numero 0187.421203 perché sono sempre pienissimi.  

Dopo tutto questo cibo sono crollata nel letto.

L’indomani sveglia abbastanza presto in vista della camminata. Si siamo diretti verso il passo del Lagastrello, superato abbiamo preso per Parma e seguito le indicazioni per Pratospilla in vista della camminata conosciuta così Val Parma: al Monte Sillara da Prato Spilla.

Bene arrivati al posteggio dove ci dovrebbe essere, anche, un piccolo impianto di risalita un albero e un bar/ristorante c’era un pò di neve e un freddo becco. Il sentiero è iniziato con una bella lastra di ghiaccio che nemmeno un ballerino di tiptap sarebbe riuscito a sgambettare così tanto e così velocemente, ero imbarazzante non riuscivo a stare in piedi nemmeno inchiodata al suolo, l’unico felice era il cane (ha 4 zampe … motrici). Vi giuro che ho provato a proseguire avanti ed arrivare al primo lago, ma nulla da fare.

Per cui abbiamo optato per una passeggiata più tranquilla lungo la diga del Lagastrello, chiamato Lago Paludi. Non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto, ma è stato davvero molto bello, ho scattato tante foto poichè c’erano dei colori incredibili, rosso viola blu verde azzurro marrone tutti insieme, un silenzio assoluto e una natura viva. 

La passeggiata lungo il lago è davvero molto piacevole e tranquilla, è tutta in piano. 

Buona Lunigiana a tutti!

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Il sito tramedilunigiana è molto interessante, potete trovare tantissime informazioni e molto di più. 

Un week end in Lunigiana
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