Ecco il mio itinerario di un week end a Parigi.

Primo giorno

Con un comodissimo volo Genova Parigi (AirFrance) siamo atterrati a Charles de Gualle alle 8 45 di mattina, in circa un’ora e mezza abbiamo raggiunto il centro di Parigi.

Spostarsi all’interno dell’aeroporto di Parigi è molto facile, anche, per chi come noi è arrivato al terminal 2G, che rimane in fondo. Usciti dal terminal ti puoi spostare o con una navetta gratuita che ti porta al terminal 2D/2E dove parte il treno RER, linea B e raggiungere tutto Parigi (costo biglietto circa 10 €) o prendere un taxi. 

Posate le valigie, eravamo ospiti d’amici, siamo andati a visitare Notre Dame de Paris, o meglio la nostra intenzione era quella…ragazzi ma quanta gente c’è in giro? Una coda chilometrica, una per visitare l’interno della cattedrale (gratuita) e un’altra per salire su alla torre (al costo di 8,50 € + tesoro 2€).

Notre Dame de paris

Abbiamo così ammirato la cattedrale da fuori, per me l’attrattiva principale sono i gargouille, questi animali grotteschi che, in realtà, hanno la funzione di defluire l’acqua piovana dalla fauci aperte.

Particolare di Notre Dame de Paris
Garguille

Abbiamo pranzato con una baguette farcita, comodamente seduti, nel parco accanto alla cattedrale (dove per l’altro c’è un’area wi fi gratuita).

Sull’isola non potete visitare il mercato dei fiori, è davvero un angolo incantevole, poco frequentato rispetto al resto e rilassante. 

Il mercato dei fiori

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il cimitero di Perè Lasciase, raggiungibile con la metro, fermate Perè Lasciase o Gambetta. 

Il trasporto di Parigi è davvero molto comodo, si raggiunge qualsiasi punto focale facilmente, è solo un pò caro, ma se prevedete di sposarvi molto vi consiglio di comprarvi un carnet di biglietti al costo di 14,50 € (10 biglietti, uno costerebbe 1,90 €).

Il cimitero è davvero molto esteso, sarebbe opportuno organizzarsi un pò prima per sapere dove sono le tombe da visitare. 

Il cimitero si inerpica tra colline, dove un intreccio di strade si incontrano, tra alberi e tombe dimenticate e tombe monumentali, qua sono sepolti illustri artisti, cantanti, pittori e tanti altri.  

Cimitero di Père-Lachaise

Moltissime sono le storie che vivono in questo luogo.  Tra le molte, quelle che mi hanno colpito di più sono quelle di Amedeo Modigliani, storia struggente di grande amore (forse) e di Gerda Taro, compagna del più famoso fotografo Robert Capa, conosciuta per le straordinarie foto della guerra civile spagnola. 

Tomba di Amedeo Modigliani e di sua moglie Jeanne Hébuterne
Tomba di Gerda Taro

Per comprendere meglio il “fascino” di questo posto, vi consiglio di guardare il video sotto. 

Siamo stati interrotti dal suono della campana che ci ricordava di uscire. Il cimitero chiude alle 18.

Da qui siamo andati verso casa per rifocillarci, con un buon mojito, non mi ricordo il posto, peccato il cocktail era davvero buono e dopo a riempire la pancia. 

Secondo giorno

La Francia patria del pain au chocolate … quindi colazione a base di questa leccornia, di briosche e di moltissimi altri dolcetti.

Caricati a dovere pronti per il tour dei Passages, i passaggi coperti, dove i parigini passeggiavano tra eleganti negozi, ristoranti, caffè e teatri. 

L’itinerario che vi propongo è quello proposto dalla Lonely Planet, Parigi ed. aprile 2017, si può fare, eventualmente al contrario.

Partenza da Galerie Vero Dodat, costruito nel 1823, conserva molti parti originali, caratterizzato da un’eleganza e da un fascino tipicamente parigino, con negozi lussuosi e sfarzosi.  Seguendo i portici si attraversa il Passage des Deux Pavillons, attraversata la strada si entra nella Gallerie Vivienne e Gallerie Colbert, a mio parere la più fascinosa per la composizione architettonica e molto viva di negozietti di libri. 

Passage Gallerie Vivienne
Libri e cartoline Gallerie Colbert

Si deve ritornare sulla strada, che avevamo attraversato, per prendere il Passage Choiseul, dove si trovano dei ristoranti economici e molti negozietti di ninnoli (per chi ama Hayao Miyazaki c’è ne uno con tutti i gadget dei suoi capolavori).

Passage Choiseul

Usciti si deve superare la Bourse per entrare nel Passage des Panoramas, si tratta del più antico passaggio risalente al 1800, da qui si snodano altri quattro passaggi con negozi originali e ristoranti di cucina internazionale. 

Si conclude il giro il Passage Jouffroy e il Passage Verdeau che rimangono tutti in fila, il primo ospita negozi magnifici, argenterie e un museo della cera, il secondo si gira tra fumetti e cartoline d’epoca.

Dopo avere completato tutti i passaggi, siamo capiti abbastanza vicini ad un ristorante molto conosciuto, Bouillon Chartier. Il ristorante è molto grosso, a prima vista ti sembra uno di quei posti lussuosi, invece, è un ristorante storico ed economico dove gli operai andavano a mangiare, rendo il posto molto caratteristico. 

 

L’interno del ristorante

Conserva molti degli arredi originali, tra cui queste griglie “porta oggetti” sopra ai tavoli, dove si metteva tutta la roba del lavoro a non ingombrare gli spazi. Cibo francese e a prezzi economici, rispetto ai ristoranti di Parigi. 

Proseguimento verso Montmartre, uno dei quartieri a mio parere più caratteristici della città, vuoi per bistrot o per i negozietti di artigianato o gli alimentari, l’atmosfera è, ancora, molto da piccola città. 

 

Uno dei tipici bistrot

Mi piace scovare piccoli angoli nascosti, cosa ve ne pare di questo? Passerei ore a leggere un buon libro o fare due chiacchiere con gli amici in questo cortile. 

Un angolo nascosto

In questo modo ci siamo inerpicati fino alla basilica del sacro Cuore, per godere della vista eccezionale, purtroppo salendo si è messo a piovere e il panorama è stato questo.

Panorama dalla Basilica del Sacro Cuore. Quando c’è sole è davvero più suggestivo.

Abbiamo un fatto, ancora, un giro nei dintorni e poi siamo ritornati.

Terzo giorno

Abbiamo dedicato la mattinata a visitare i giardini del Lussemburgo e fare un giro nel quartiere della Rive Gauche, dove molti artisti letterari hanno soggiornato o vissuto. 

Le jardin du Luxemburg sono un’oasi di verde, frequentata da famiglie e amanti del jogging, che nacquero come cornice del palazzo Lussemburgo, dimora di Maria di Medici e del consorte Enrico IV, venne realizzata questa meraviglia in ricordo del palazzo Pitti. 

Giardini Lussemburgo

Moltissime sono le attrattive di questo posto, dalla semplice camminata tra i viali, ad ammirare le fontane (particolarmente bella è la Fontana dei Medici) o a giocare con le barche a vela nella fontana grande del giardino.

I giardini e sullo sfondo il palazzo Lussemburgo
Fontana dei Medici

Davvero molto interessante è girare per il quartiere Latino, fino a spingersi verso la Senna, di particolare nota è la chiesa di San Severino, capolavoro gotico, dalla forma particolare, essendo poco frequentata si ha tutto il tempo di ammirare e osservare l’interno.

L’interno della chiesa di San Severino

Poco più avanti, merita andare alla libreria storica Shakespeare & Company, perché amanti dei libri questo posto fa per voi. Una volta varcata la soglia sei catapultato indietro nel tempo tanto è presente il ricordo di famosi scrittori, di letterati e di artisti, ricordi intrappolati nella quantità astronomica di libri. Da qua non vorresti più uscire.

Entrate della libreria Shakespeare and Company

Abbiamo mangiato delle ottime crepes a Au Lys D’Argent, che rimane nell’isoletta accanto a Notre Dame. In realtà le crepes sono quelle dolci, mentre quelle salate si chiamano galletes, vi consiglio di assaggiare quella al limone e zucchero, da leccarsi i baffi. 

A conclusione di questa giornata e vacanza abbiamo fatto una bella camminata lungo la Senna, che ne vale veramente la pena. Sulla riva sinistra del fiume c’è un bellissimo lungofiume da percorrere a piedi o in bicicletta, una valida “alternativa” al traghetto.

Lugo il fiume Senna

Qua si conclude la vacanza, sicuramente mancano moltissimi posti da visitare, la Tour Effeil, il museo del Louvre per citare i più famosi, ma a mio giudizio questi posti valgono la pena di esserne visti. 

Buon Parigi a tutti e a presto!

Un week end a Parigi
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