Difficoltà: E (escursionistico)

Segnavia: 3 pallini gialli + disco giallo pieno

Dislivello complessivo: circa 200 m

Tempi: circa 1 e mezza

Località di partenza: Posteggio di Farfarosa

Località di arrivo: Villa Cella 

Ecco l’itinerario per una piacevole gita a Villa Cella, piccola frazione di Rezzoaglio in Val D’Aveto, dove si trovano i resti di un antico monastero. La traccia è puramente indicativa, purtroppo quel giorno ero sprovvista di rilevatore gps, ma sotto riporto le indicazioni da prendere. 

La frazione rimane poco sopra Cabanne, a qualche chilometro dal passo della Forcella. Per raggiungere il l’inizio dell’itinerario, bisogna prendere le indicazioni per Santo Stefano d’Aveto, uscita consigliata dall’autostrada è Chiavari e da qua calcolate di impiegarci circa un’oretta.

Si può lasciare la macchina al posteggio di Farfarosa, indicato con una P nella mappa, che rimane sulla sponda destra del fiume della vallata, precisamente una volta superato il passo della Forcella e Cabanne, si attraversa un ponte, qua si vede un cartello con scritto Farfarosa, preparatevi perché, 150 metri avanti sulla sinistra, c’è la discesa per il posteggio.

Vista del fiume

Lasciata la macchina si ritorna sulla strada percorrendola per qualche metro in direzione di Cabanne, svoltando poi a sinistra e imboccando una sterrata in salita segnata con tre palline gialle disposte in orizzontale. Si sale, gradualmente, in un bosco d’abeti, per raggiungere un’altura boscosa a quota 925 metri.

Vegetazione lungo il percorso

Sopraggiunti ad un bivio si prende sulla sinistra, prendete il percorso segnato, sempre, con i tre pallini, si incomincia a scendere, continuando poi in piano fino al termine della strada larga.

Vista del percorso

Da questo punto, a mio parere, inizia il percorso più suggestivo, questo diventa un sentiero in leggera discesa, che si snoda un po’ infrascato, spesso con fondo roccioso e dissestato, residui dell’antico acciottolato.

Punto dove l’itinerario diventa sentiero

Si cammina poi su tappeto morbido di foglie sotto un fitto bosco. 

Sentiero nel bosco

Dopo un tratto piuttosto lungo in piano e a mezza costa, si scende al Fossato di Villa Cella, quota 900 metri, guadandolo e dove il mio cane si è divertito parecchio. 

Il guado del fiume

Si prosegue in salita sul versante idrografico destro del rio, seguendo una mulattiera con fondo in acciottolato, contenuta tra muretti a secco ricoperti da un tappeto uniforme di muschio.

Tracce dell’antico percorso

S’incontra il rudere di un seccatoio per le castagne. Si sale ancora a mezza costa in ambiente molto umido, descrivendo alcune serpentine in salita e arrivando a confluire sulla carrozzabile. Si attraversa la strada e si passa in mezzo a case abitate e a ruderi, piegando a destra e immettendosi sul sentiero della Resistenza segnato con un disco giallo pieno in corrispondenza di una fonte. Si ritorna sulla strada asfaltata, incontrando un’altra fonte e arrivando davanti alla caratteristica chiesa di Villa Cella, quota 1028 metri, dopo 65 minuti di marcia da Farfanosa.

Abitato di Villa Cella

Arrivati il borgo si presenta con un piccolo agglomerato di piccole case, sovrastato da una piccola chiesa e da alcuni ruderi, qua sorgeva il monastero, la chiesa è rimasta, rimaneggiata nel corso del tempo, mentre si sono persi gli edifici adiacenti. Il complesso non era molto grosso, ma ospitava molti monaci essendo Villa Cella un punto di snodo di moltissimi percorsi. 

Ruderi del mulino

Lungo la camminata abbiamo fatto alcuni incontri, che carini. 

Rospo quasi mimetizzato
Fauna

Per ritornare si segue la strada dell’andata.

Una volta concluso la gita, se avete tempo, vi consiglio di andare a prendere qualche buon formaggio o yogurt presso il caseificio Petramartina che rimane a Scabbiamara. 

Per raggiungere il caseificio dovete ritornare indietro, sempre facendo riferimento al ponte, lo devete superare e prendere la strada per Mileto/Fontanigorda che rimane sulla destra, proseguite lungo la strada finchè non vedete il bivio per Scabbiamara, imboccatelo e arrivate in fondo al paese dove si ferma la strada, poco più avanti rimane Petramartina.

I formaggi sono molto buoni e di latte crudo, entri nel “laboratorio” dove puoi gustare quelli che vuoi, compri il formaggio che hai appena assaggiato, senza così imbeccare in fregature. Il latte proviene dalle mucche cabannine, tipiche di questi posti. 

Un ringraziamento all’associazione Ospitalità diffusa Una Montagna Di Accoglienza e alla guida che ci ha accompagnato alla scoperta di questo straordinario posto, senza di loro non lo avrei mai conosciuto.

Buon Villa Cella a tutti. 

 

Una gita a Villa Cella (Valle D’Aveto)

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