Un vero viaggio avventuroso mi ha portato alla scoperta del Montenegro. In questi post, presumo che ce ne saranno di più, vi racconterò la mia esperienza e il mio tragitto. Come sempre, qua sotto, è riportata la mappa delle città, dei posti visitati, dei ristorantini dove mi sono fermata a mangiare, dei luoghi dove ho dormito e delle strade percorse. 

Primo giorno

Il tutto è iniziato un lunedì afoso con destinazione Trieste, prima meta della vacanza, io non c’ero mai stata e desideravo tanto visitarla e così ne ho approfittato, poi comodo per superare la frontiera senza incontrare troppo traffico. Trieste è una città molto affascinante, ma un pomeriggio e una sera non bastano per godersi appieno delle meraviglie e dei tesori nascosti. 

Sicuramente merita una visita la cattedrale di San Giusto Martire che rimane sul colle omonimo, è di una straordinaria bellezza. All’interno, si possono ammirare dei mosaici bizantini a decoro delle due absidi laterali.

Mosaici a decoro della Cattedrale di San Giusto Martire

La chiesa chiude alle 19 30, durante la stagione autunnale/invernale rimane chuisa, anche, durante l’orario di pranzo. Non si paga nessun ingresso. Per arrivare alla cattedrale vi consiglio di inerpicavi in una delle stradine che salgono su, io ho preso la scalinata che passa tra due chiese, poco dopo il teatro romano.

Arco di Riccardo

Lungo il tragitto si può ammirare un’antica testimonianza romana, l’Arco di Riccardo, risalente probabilmente al I sec. a.C.

Consigliano di proseguire la visita, anche, al Museo del Castello di San Giusto, purtroppo io avevo poco tempo così sono scesa verso il mare e sono arrivata a Piazza Unità d’Italia. Una bellissima piazza circondata da immensi e austeri palazzi su tre lati, il restante è legato alla distesa di mare che si trova di fronte. Consiglio di visitarla al calare del sole, per i colori e riflessi che regalano i raggi sull’acqua.

Piazza Unità d’Italia
Piazza Unità d’Italia

E il richiamo del mare è troppo forte e così ne ho approfittato di fare quattro passi e sedermi sul molo Audace, così chiamato perchè  nel 1918 approdò la prima nave italiana Audace.

Un appuntamento da segnare per gli appassionati di vela

Questo posto è un ottimo punto per assistere alla competizione velica La Barcolana che si tiene la prima domenica di ottobre di ogni anno. 

Vista dal molo Audace

Per me che vengo da un paese sul mare, l’elemento acqua è importantissimo, posso stare delle ore ad osservarlo, o meglio ad osservare la vita che lo circonda e che è legato ad esso. 

Fase di atterraggio di un gabbiano sul molo Audace

Dopo una lunga passeggiata mi è venuta fame, purtroppo i ristoranti che avevo in mente erano chiusi per riposo settimanale (il lunedì e che sono segnati sulla mappa), così, ho ripiegato su un ristorantino sul lungomare Trattoria Alla Vecia Pescheria. Cucina normale alcuni piatti tipici friulani a prezzi un pò cari, due antipasti, un primo, un secondo tutto di pesce due calici di vino e un’acqua abbiamo speso circa 60 €.

Per la notte ho soggiornato presso la Residenza Le 6A, uno splendido B&B in pieno centro con stanze pulite e un’ottima colazione, volendo si può chiedere di prepararla in camera nel caso vogliate partire prima dell’orario. Per una notte, due persone e colazione abbiamo speso 85€ ad agosto. 

Secondo giorno

Partenza per Zara, prossima tappa del viaggio. Ovviamente per andare in Croazia bisogna attraversare la Slovenia, da sapere in Slovenia se con la macchina prendete l’autostrada bisogna essere dotati di una vignetta o bollino. Fate, quindi, attenzione o comprate la vignetta e state tranquilli o vi organizzate un percorso in modo da evitare le autostrade.

Questo è il link dove si trovano i costi del bollino tra il sito è molto esplicativo ed interessante se siete interessati a visitare la Slovenia. 

Mentre questo è uno dei tanti link che vi spiega nel dettaglio la strada per evitare le autostrade ed arrivare in Croazia.  Seguite, poi, le indicazioni per Fiume/Rijeka in modo da prendere l’autostrada che porta nel resto della Croazia, se la direzione è Zagabria o Spalato. Fate attenzione che nei cartelli stradali sono riportati i nomi in croato e non in italiano. 

Da Trieste a Zara abbiamo impiegato circa 4 di macchina. 

Zara è una ricca cittadina raccolta dentro a possenti mura e costruita su una piccola penisola, qualche ora ci vogliono per visitarla avendo un grosso patrimonio artistico e architettonico, invece, se volete andare al mare e vedere le isole che ci sono attorno ci vuole qualche giorno.

Una connessione tra antico e nuovo

L’immagine di sopra rappresenta Zara, la ricchissima storia di evoluzione della città sulla città, infatti, si vedono antichi resti romani, una facciata di una chiesa rinascimentale e un edificio moderno, che un pezzo del museo del the Gold and Silver of Zadar. 

Chiesa di San Donato

La chiesa di san Donato rappresenta un grande esempio di architettura bizantina, eretta nel IX. Nella costruzione vennero usati molte parti materiali di recupero di epoca romana come piattabanda, parti di colonne specialmente impiegati come base dell’abside.

Lasciatevi andare in uno delle tante strade senza una meta precisa e scoverete tanti angoli suggestivi e meno frequentati.

Souvenir

Un altro punto d’interesse è l’organo marino questa recente opera d’arte architettonica e musicale, tramite dei “buchi”, canne, praticate nella base del marciapiede le onde che si infrangono producono dei suoni, rendendo unico e magico questo posto. 

Per mangiare siamo andati Pet Bunara restoran, il posto è molto ben curato con personale gentilissimo, il cibo molto buono, ma a volte ci sono piatti con accostamenti un pò bizzarri, la fascia di prezzo è medio-alta. 

Per la notte abbiamo soggiornato presso la struttura Apartment and Rooms Toka, dal nome della proprietaria una persona gentile che parla poco inglese, ma che si fa capire a gesti. Camere spaziose e molto pulite, forse l’arredamento poco moderno, ma confortevole. 

Terzo giorno

La giornata più stancante e lunga della vacanza, abbiamo ripreso la macchina per raggiungere la Penisola di Lustica in Montenegro, su diversi siti per il calcolo del tempo mi davano 6 ore di macchina, ma noi ce ne abbiamo messo molto di più. Fino al confine con la Bosnia si arriva con una comoda autostrada, poi dopo iniziano le strade tortuose e non particolarmente scorrevoli della Bosnia, con un sacco di buche e camion. E fate particolarmente attenzione con c’è molto controllo della polizia (vigili) e sono super severi su eccesso di velocità, sorpassi, in compenso alle due frontiere (Croazia- Bosnia e Bosnia-Montenegro) non abbiamo incontrato molta coda, ma, anche, qui sono molto scrupolosi nel controllo dei documenti.

Dopo tante tante tante curve siamo arrivati in Montenegro arrivando sul lato destro della baia di Kotor. 

Strada che scende nella baia di Kotor

Le strade in Montenegro sono migliori, ma in compenso c’è molto traffico specialmente in alta stagione, è facile rimanere in coda, quindi programmate con molta cura gli orari degli spostamenti. 

Finalmente dopo quasi 8 ore e mezza di macchina siamo arrivati al campeggio Kamp Begovic/Veslo, per un momento ho pensato che non esistesse più, poiché tutto attorno era completamente bruciato e invece c’era, più piccolo, ma presente. Abbiamo trovato una piazzola per piantare la tenda e nonostante fosse quasi sera c’era un caldo torrido 38 gradi.

Qua si conclude diciamo la parte di avvicinamento al Montenegro. Io vi consiglio di spezzare in tre giorni (due notti), come noi il viaggio, se avete intenzione di fare il giro dalla Croazia, magari forse non dormirei a Zara, ma scenderei verso Spalato. 

Buon viaggio a tutti!!

In viaggio verso il Montenegro

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